Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito il bisogno di esprimersi con le immagini. Nel Paleolitico tutta la produzione artistica aveva una funzione propiziatoria e serviva all’uomo per garantirsi quei risultati necessari alla sopravvivenza :una buona caccia e una prole numerosa. L’uomo era ancora nomade, viveva di caccia e trovava riparo nelle caverne, sulle pareti delle grotte realizzava pitture con scene i caccia e scolpiva nella pietra delle piccole statuette votive da conficcare nel terreno. Eppure quando furono scoperte per la prima volta sulle pareti delle grotte in Spagna e nella Francia ,gli archeologi all’inizio non vollero credere che delle raffigurazioni così vive e naturalistiche di animali potessero essere state disegnate da uomini dell’epoca glaciale. Il ritrovamento di figure di bisonte,mammut o cervo resero sempre più certo il fatto che erano state realizzate da chi cacciava questa selvaggina e pertanto la conosceva così particolareggiata. Queste pitture e sculture rappresentano i più antichi relitti dell’universale credenza nell’influenza delle immagini. Questi cacciatori primitivi pensavano che, una volta fissata l’immagine della preda –cosa che forse ottenevano servendosi di lance di pietra- l’animale stesso sarebbe dovuto soccombere al loro potere, servivano a dominare la paura,anticipando la vittoria del cacciatore sull’animale. Le statuette femminili con la testa priva di volto ,con seni e pancia prominenti, simboleggiavano la fecondità femminile e dunque la loro funzione era quella di garantire la fecondità delle donne e pertanto la sopravvivenza della specie.
Dunque l’arte è nata come “funzione magica” ?!!
Non si parla ancora di immagini come qualcosa di bello da guardare- giudicate secondo i nostri criteri- ma come oggetti da usare ,ricchi di potenza, di magia .
Solo nel Neolitico, epoca in cui l’uomo incominciò a coltivare la terra e a vivre in insediamenti stabili, si aggiunse la produzione di oggetti in terracotta decorata: tali opere dimostrano il desiderio degli uomini di dare valore estetico agli oggetti di vita quotidiana. L’uomo ,dopo aver ideato delle forme adatta alle sue necessità, ha sentito l’esigenza di renderle più belle, con finalità decorativa e funzionalità estetica.
Anche nel linguaggio figurativo, come in quello musicale nasce il concetto tanto discusso, di cosa sia o no considerata “opera d’arte”.
E importante rendersi conto di ciò fin dall’inizio,perché l’intera storia dell’arte non è la storia del progressivo perfezionamento tecnico, ma la storia del mutamento di criteri e delle esigenze.
Nei periodi “primitivi”gli artisti erano meno abili di adesso nella rappresentazione dei volti e dei gesti umani, ma la loro forza e potenza stava nel fatto che loro esprimessero il sentimento che li urgeva (principio su cui si fonde tutta l’arte moderna). Ma a questo punto spesso la gente si arresta di fronte a un’altra difficoltà :vuole ammirare l’abilità tecnica dell’artista ed il suo virtuosismo nel rappresentare le cose così come sono, il più “vere” possibili. Il limite a questo punto è dell’artista? O del profano fruitore?……
“Se il mondo fosse chiaro, l'arte non esisterebbe”
A. Camus
Ed ancora ribadisci:” La musica,pur non rappresentando un essenziale bisogno fisiologico dell'uomo…….”;
la musica ed in generale ogni forma di comunicazione artistica, è, un bisogno essenziale e fisiologico dell’uomo, ancora di più se è artista.
Cito a proposito:
“L'arte è per noi inseparabile dalla vita. diventa arte-azione e come tale è sola capace di forza profetica e divinatrice”.
F.T. Martinetti
Oggi è di moda dedicarsi ad attività creative,occuparsi di colori,forme,di suoni o di movimenti in modo tale che i sentimenti inconsci finora sconosciuti possano manifestarsi liberamente,possano essere uditi,visti e forse anche capiti.Si fa appello all’inconscio. Il nucleo creativo originario,nasce da un bisogno naturale, quasi infantile,dell’essere umano di avere uno spazio per il “godimento”(anche senza uno spazio ben preciso), di avere spazio per potersi esprimere liberamente.
Talvolta l’artista ha una capacità di creare immagini quasi paragonabili a quelle del sognatore,o quella capacità di darsi, come la chiama lo psichiatra Silvano Arieti, a “orge di identificazione”che ha lo schizofrenico. Ritiene che l’artista sia tuttavia in grado di usare tali capacità per formare sintesi imprevedibili che diventano opere d’arte, sottolineando che l’energia pulsionale che è posta nelle creazione artistica deve essere necessariamente libera.
Secondo Kris Ernst, psicanalista americano e storico dell’arte, caratteristica saliente del processo creativo è una forma di regressione dell’Io che non si verifica soltanto quando l’Io è debole, come nel sonno,nelle fantasie ,nell’ebbrezza ecc…,ma anche in molti tipi di processi creativi.
Secondo Oliviero Ferrarsi la persona creativa è caratterizzata da una sorta di mobilità tra “regressione” e “progressione” che attinge tra i livelli più primitivi e quelli più maturi della personalità. Dunque l’arte è sia ispirazione che abilità, poiché l’artista attinge dall’inconscio senza esserne sopraffatto.
Un’altra definizione interessante sul concetto di creatività è espressa dagli autori Pagnin-Vergine, secondo i quali la creatività non è soltanto un tipo di processo mentale e/o inconscio,ma un modo totale di essere e di pensare, una vera e propria struttura della personalità,caratterizzata
citando il pensiero Lo psicologo Eugenio Calvi ha rielaborato un proprio concetto sulla creatività : <<>
Concludo affermando che l’essere umano è arrivato ad un punto morto nei confronti della propria vita di sentimento che di quella degli altri,sia nei confronti del sistema sociale in seno al quale vive. La creatività può scioglierlo da questa situazione e permettergli di aprirsi verso se stesso e verso gli altri. L’uomo dovrebbe essere ricondotto alle leggi primordiali della creazione e riviverle; rincominciare ad osservare, ad ascoltare, a muoversi, a sentire e a pensare in modo più cosciente di prima. Attraverso l’entusiasmo per la natura,per la bellezza, per il ritmo e l’armonia,si può arrivare ad un “risanamento” interiore ed esteriore.
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